Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido - cavalli attaccati da lavoro

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Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido

RAZZE DEI CAVALLI

Cavallo Agricolo Italiano
da Tiro Pesante Rapido

La razza “Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido” (CAITPR o semplicemente TPR)

è frutto dell’ibridazione, che si verificò prevalentemente a fine ‘800 inizio ‘900, tra stalloni Norfolk-Bretoni e fattrici autoctone, prettamente di ceppo Hackney, allevate nelle aziende agricole delle pianure del Nord-Est d’Italia. Ad una prima fase d’incrocio fecero subito seguito procedimenti selettivi mirati alla delineazione di linee di sangue italiane.
La costituzione della razza affonda le sue radici nella concomitanza di interessi che si palesò sia tra le autorità militari dopo l’unità nazionale, sia tra le realtà agricole delle medie e grandi imprese del Nord Est della penisola. Infatti, da una parte l’Esercito manifestava la necessità di un ceppo equino da Tiro Pesante Rapido che fosse in grado di soddisfare il fabbisogno dell’artiglieria (
non a caso si parla nei primi decenni del ‘900 anche di Cavallo Artigliere); dall’altra i tenutari agricoli avvertivano esigenze analoghe circa l’impiego di animali da finalizzare ai trasporti aziendali ed ai lavori rurali complementari quali la sarchiatura, la semina e la fienagione. Notevoli, quanto efficacemente gestiti, gli investimenti operati per costituire un bacino di produzione che soddisfacesse queste necessità, al punto da arrivare a poter disporre di un vero e proprio “nuovo ceppo” di produzione nazionale già negli anni a cavallo tra il 1920 ed il 1930. Col tempo, l’interesse militare per la razza e per le produzioni ippiche andò scemando sino a concludersi quasi completamente (fatta salva la produzione mulattiera per le truppe alpine) già nei primi anni ’50.



Il Caitpr venne utilizzato sempre più in attività legate all’agricoltura sino ad arrivare agli anni ’70, momento storico in cui anche questo obiettivo di selezione si consunse quasi completamente sull’intero territorio nazionale.  
Da quel momento riscosse sempre maggior interesse la produzione di carne. Dispiace forse a molti, ma va sottolineato che senza quest’ultima alternativa economica per gli allevatori, la razza sarebbe con ottime probabilità estinta.
Nell’ultimo decennio si è tuttavia assistito ad un recupero di questa “stirpe equina” per usi ludico-amatoriali  negli attacchi e nell’impiego in iniziative di turismo naturalistico in zone protette.
L’associazione nazionale (A.N.A.C.A.I.T.P.R.) si sta impegnando molto in questo recupero che offre nuovi sbocchi economici  per gli allevatori. Va sottolineato che attualmente il Caitpr è l’unica razza da tiro autoctona esistente in Italia. Come accennato in precedenza, la culla è rappresentata dalla zone di pianura del Veneto, di Ferrara e del Friuli. Tuttavia, nel corso del processo evolutivo della razza si è assistito ad una progressiva espansione lungo la dorsale appenninica tanto che l’attuale zona d’allevamento si è molto ampliata arrivando a comprendere ampie aree dell’Italia centro-meridionale. Il Libro Genealogico (LG), costituito nel 1927, conta oggi oltre 6.500 capi di cui 3.000 fattrici, raggruppati in ben oltre  1.000 allevamenti.
La tenuta dell’LG è delegata dal ministero Politiche Agricole all’Associazione Nazionale che ha sede a Verona la quale collabora sul territorio con le Associazioni Provinciali Allevatori”.



Il marchio della razza è uno scudo con al suo interno una scala a cinque pioli che riproduce il simbolo della città e della provincia di Verona a rimarcare il legame storico d’origine con questa zona. I soggetti iscritti al Libro Genealogico (
LG) vengono valutati una prima volta “sotto madre” ad un’età compresa tra due e sette mesi circa. Avviene poi una seconda valutazione a “30 mesi” per l’accesso definitivo all’LG. Il marchio viene apposto alla coscia sinistra ai puledri valutati positivamente “sotto madre”, mentre il secondo marchio viene impresso sul collo sempre sul lato sinistro a “30 mesi”.  Il CAITPR si caratterizza per un peso adulto che può variare da 700 a 900 Kg. La notevole precocità dei puledri e la buona attitudine lattifera delle fattrici fanno sì che già ad 8-10 mesi i soggetti raggiungano 450-550 Kg. di peso. La “statura obiettivo” è compresa tra i “156 e 162 cm.” per gli stalloni e tra “153 e 160 cm.” per le fattrici. Il CAITPR può essere ben allevato in stabulazione oppure allo stato brado. Negli allevamenti stallini è possibile valorizzare i vecchi stabili completandoli con paddock e con delle ristrutturazioni a costo modesto. Negli allevamenti bradi è invece possibile valorizzare i pascoli anche più difficili o di qualità modesta.
Il CAITPR risulta quindi un valido strumento per la gestione degli spazi naturali e delle zone caratterizzate  da fragili equilibri ecologici. Cavallo che ha conservato il suo carattere docile, il CAITPR è particolarmente adeguato ad essere utilizzato nelle attività alle redini lunghe.  Gruppi di appassionati lo impiegano tutt’oggi nel lavoro agricolo e nei lavori forestali di esbosco.  Resta comunque un eccezionale riproduttore per la selezione di muli pesanti che è peraltro da sempre una delle attitudini storiche della razza.
Il carattere mansueto e la sua insospettabile nevrilità (
aspetto sempre curato nella selezione attuale) ne fanno un cavallo ideale per gli amatori degli sport d’attacco, senza tuttavia compromettere un’ulteriore dose di valore aggiunto grazie alla possibilità d’impiego nelle aziende che si dedicano all’agriturismo o alle attività di escursioni turistiche nei parchi naturali.

relazione a cura del dott. Giuseppe Pigozzi responsabile ANACAITPR


www.anacaitpr.it


I TPR ALLA FIERA CAVALLI DI ROMA 2010 clicc sull'immagine per leggere l'articolo della dottoressa Parisi
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