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Convegno Palazzo Farnese PC 4 ottobre 2009

l'Accademia

LE CARROZZE IN ITALIA: UNA NUOVA RISORSA CULTURALE relazione a cura del dott. STEFANO PRONTI

La COLLEZIONE DELLE CARROZZE del Comune di Piacenza presso Palazzo Farnese è forse la maggiore in Italia, ma ha creato certamente un movimento di promozione culturale e tecnica in questi due decenni, che ha reso un grande beneficio alla cultura italiana, suscitando interesse e coraggio nel recupero di questo affascinante bene di valore artistico e scientifico.
E’ la figura dei donatori che va oggi messa in piena luce. Prima Dionigi Barattieri di S. Pietro in Cerro, (1855-1930) conte, ingegnere, consigliere provinciale e membro della Consulta araldica, che si battè per dare degna sede al Museo Pubblico della città, individuando già nel 1909 il luogo ideale in questo Palazzo Farnese, ridotto a caserma militare già dagli austriaci nel 1822. Egli era chiamato “
il conte dei quattro cavalli” (in dialetto “al cont di quatar cavèi”) perchè amava uscire in carrozza con il tiro a quattro, che guidava anche personalmente, forse proprio con guida all’inglese. Un signore che, mentre molti sfasciavano carrozze per procurarsi le nuove prodigiose automobili con motore a scoppio, raccolse nel primo ventennio del Novecento le carrozze guardando alla loro qualità; alle carrozze di sua proprietà ne aggiunse sette del cognato torinese Alberto Brondelli di Brondello, morto nel 1902, due acquistate direttamente dal carrozziere torinese Locati e Torretta e altre sette da altri carrozzieri milanesi (Mizzio Rossinelli, Bulli, forse Francesco Belloni di cui c’è uno splendido coupé) e dieci dal fabbricatore di carrozze pure milanese Luigi Corbellini, in regime fallimentare nel 1915, che diventò anche il riparatore delle sue carrozze.
Acquistò infine due carrozze dai fratelli Poli di Cremona, per cui la sua collezione consisteva in 30 carrozze. Dopo la sua morte avvenuta nel 1930, il conte Silvestro Brondelli di Brondello, erede di Dionigi Barattieri, comunicò al Comune di Piacenza di aver ricevuto in prima battuta la proposta
del Comune di Milano di poter acquisire la sua collezione di carrozze per collocarla presso il Museo della Scienza e della Tecnica e in seconda battuta quella di altri enti (una Casa
Cinematografica di Roma e un collezionista svizzero). Con atto del 30 dicembre del 1948 il Consiglio Comunale di Piacenza si impegnò a ricevere la collezione, a intitolarla a Dionigi Barattieri e a portarla a Piacenza da S. Pietro in Cerro. Così fu, ma le carrozze vennero prima portate nella chiesa malandata del Carmine e poi in un capannone militare, per essere anche impiegate in una sfilata di carnevale nel 1952. Il conte Silvestro nel 1958 rinnovò con forza al Comune di Piacenza la sua protesta per la non conformità delle condizioni della donazione, con l’alternativa di destinarla ai Comuni di Milano e Napoli, finchè nell’agosto del 1958 tutte le carrozze vennero trasferite a Palazzo Farnese e l’atto notarile di recepimento pieno della
donazione venne stipulato nel successivo febbraio 1959. Ancora nel 1966 il donatore sollecitò il Comune a intervenire per garantire la buona conservazione e l’esposizione al pubblico; ma si arrivò agli anni Ottanta: nel 1982 fu dato incarico a Ettore Aspetti di restaurare la collezione, nel 1985 fu pubblicato il catalogo della Collezione a cura mia con la partecipazione di Aspetti, nel 1990 fu aperta per la prima volta al pubblico la collezione, inaugurata dal sottosegretario per i Beni Culturali nel novembre 1990 nei sotterranei de Palazzo Farnese, finalmente, essendo io direttore e sostenitore convintissimo. Ci vollero 23 anni per iniziare il recupero in vista dell’esposizione, ma ci si arrivò. Dobbiamo un ricordo particolare al conte Alessandro Brondelli di Brondello, che ci aiutò in ogni modo durante questa attività, con indicazioni, consigli, documenti.
L’evento è stato il restauro di Ettore Aspetti, pienamente partecipato, una scoperta con sorprese di congegni tecnici di un manufatto del tutto sconosciuto, ritrovato per caso negli anni Ottanta e totalmente da ricostruire anche storicamente; il restauro ha messo in moto una grande manovra di ricerca e di indagine sulla situazione italiana di formidabile intensità, per cui l’occhio è andato in Italia dovunque fosse segnalata una carrozza, dovunque ci fosse la possibilità di creare una collezione, dovunque ci fosse un conoscitore che potesse dare sostegno a noi e ricevere informazioni.
Il
Catalogo della Collezione Barattieri del 1985 è stato un capolinea, un risultato che ha coniugato la piccola, trascurata, nostalgica ed elitaria realtà della carrozza con la storia e la società dei secoli che essa ha percorso con clamoroso effetto pubblico, estetico e tecnico. Per la prima volta è stato sostenuto con i documenti storici e archivistici un argomento che sembrava circoscritto a se stesso.
E di questo si sono accorti in molti, tra cui l’amico Jean Louis Libourel di Montepellier, oppure il diligentissimo Wakernagel oppure gli amici Daniel Roche e Daniel Reytier, che nell’ultimo quindicennio hanno rievocato le grandezze di Versailles e dei re di Francia e condotto con noi il Convegno internazionale a Piacenza nel . Abbiamo poi recuperato esemplari stupendi da privati, abbiamo scosso le amministrazioni competenti per le collezioni Martorana di Palermo, la Mandria di Venaria Reale della Regione Piemonte, la collezione Lauda di Muscletto di Pordenone e
comunque abbiamo preso contatto con quelle indicate nelle 41 Raccolte elencate nel Catalogo. Il futuro con un risveglio della conservazione e del collezionismo fruttuoso e contagioso è vicino: questo convegno lo dimostra. Ma soprattutto lo dimostrano la riapertura della collezione Barattieri-Brondello di ieri che si estende per il sotterraneo risanato di questo Palazzo ducale,il restauro delle carrozze depositate dal Quirinale e dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano,l’attenzione dei collezionisti.
Oggi il Museo delle Carrozze di Piacenza annovera oltre settanta esemplari e ha raddoppiato in pochi anni la sua dotazione di partenza. Forse può fare ancora di più, acquisendo spazi storici vicini, che attendono solo un colpo di frusta.

CARROZZE – TRADIZIONE ED ELEGANZA DELLE REDINI LUNGHE, uscito nel 2009.
Il libro è nato dalla collaborazione di Carlo Gnecchi Ruscone, discendente da Giuseppe M. Franchetti di Ponte nato a Mantova nel 1764, fondatore nel 1813
DELL’IMPRESA GENERALE DELLE DILIGENZE E MESSAGGERIE, che svolgeva servizi postali dal Nord Italia in Europa, e da Francesco Aletti Montano discendente dal celeberrimo carrozziere milanese Francesco Belloni, nato a Gera di Pizzighettone (Cremona) nel 1787, fondatore nel 1811 della omonima e prestigiosa FABBRICA DI CARROZZE; al fratello Luigi Belloni si deve la monumentale opera La carrozza nella storia della locomozione del 1901. Dunque un inizio all’insegna della più alta tradizione italiana.
Il libro si apre con le prefazioni del
PRINCIPE FILIPPO DI EDIMBURGO, massimo promotore nel 1970 della disciplina dell’Horse driving cioè degli attacchi, e di JEAN LUOIS LIBOUREL, massimo esperto francese di carrozze e attacchi. La dedica di Gnecchi Ruscone è per il belga Barone Albert Moyersoen, suo grande amico e maestro.
Il libro inizia con il richiamo ai grandi cultori delle carrozze e degli attacchi del Novecento, in Europa e nei paesi anglosassoni e con la precisazione del concetto di eleganza, che non è la classe, innata come distinzione personale, ma è una speciale sensibilità per il buon gusto e il raffinato portamento, un
modus vivendi, più che uno stile ispirato alle mode.
Il concetto centrale della tradizione e dell’eleganza delle redini lunghe è spiegato con il riferimento all’inglese Edwin Howlett, che alla fine dell’Ottocento pubblicò
Leçons de guides, in cui esemplò il suo metodo detto poi all’inglese, cioè il tenere le redini nella mano sinistra, lasciando la destra
libera per eventuale aiuto o per l’impugnatura della frusta.
Four in hand, si usa dire, quattro in mano. E l’arte consiste nell’abilità di trasmettere i comandi ai cavalli con leggeri movimenti delle dita. Questa tradizione, insidiata dagli sconvolgimenti dell’industrializzazione in tutti i campi, è rinata con l’istituzione dei Concorsi Attacchi di Eleganza nel 1980 e più recentemente nei Concorsi Attacchi di Tradizione.
Il secondo capitolo è dedicato al C
AVALLO CARROZZIERE, cioè il cavallo con caratteristiche tipiche per il traino della carrozza, che oggi non esiste più, così distinto da quello da sella, per cui ci sono razze che si avvicinano e che sono utilizzate per l’attacco. Affronta poi i tipi di mantelli e la loro
combinazione nel traino, nonchè la toelettatura del cavallo riguardo al ciuffo, alla criniera, sempre da pettinarsi sulla destra, e alla coda, che deve essere sempre lasciata lunga e corretta in leggera diagonale. Le voci portamento e piazzamento, compresa l’immobilità da fermo, sono anche oggi valutate come risultati di un addestramento accurato secondo la migliore tradizione.
Il terzo capitolo tratta dei
FINIMENTI e in cinquanta pagine illustra con grafica ottocentesca inglese e francese, la più dettagliata e specializzata, e con fotografie i modelli e le loro funzioni nei vari attacchi, con un vasto repertorio in parte prelevato dalla prestigiosa collezione dell’Autore nella sua residenza a Inzago milanese.
Poi arriva la parte sulla C
ARROZZE, suddivise per tipo di utilizzo, cioè quelle di gala, da viaggio, da città, da campagna, suddivise per tipo di guidatore (sportive e di servizio) e suddivise per modelli, trenta in tutto a quattro e a due ruote. Poi la carrozza viene passata sotto la lente e ne vengono esaminate e descritte tutte le parti, con una straordinaria esemplificazione grafica e fotografica, un capolavoro di chiarezza. Da sottolineare una serie di pezzi e fogli pubblicitari con il marchio Francesco Belloni, fabbricatore di carrozze di Milano.
Il capitolo sull’ E
QUIPAGGIO descrive le tenute dei guidatori secondo la tradizione inglese da città o da campagna e lo stile di guida con due redini (metodo Achembach) o con quattro redini, all’inglese (metodo Hawlett-Achembach), tutte nella mano sinistra per i due cavalli di volata e i due
cavalli di timone. Poi si descrivono le livree del
COCCHIERE e del GROOM (il PALAFRENIERE) addetto al controllo a terra dei cavalli e dei finimenti, e infine le tenute corrette dei PASSEGGERI
La seconda parte del libro è una rassegna di specifici temi. Gli
ATTACCHI sono presentati come singolo, a pariglia (affiancati), in tandem (uno dietro l’altro), a balestra (due a timone e uno di volata), a tre cavalli, a quattro, a cinque, a sei, a otto (quattro coppie di due cavalli), detto attacco
del Re; qui la grafica è veramente utilissima quanto bella e fa conoscere la compagine specifica degli attacchi. Fondamentale è anche la descrizione dei
COACHES, delle diligenze e delle carrozze pesanti per il tiro a quattro; qui c’è il richiamo alla storia delle CARROZZE POSTALI inglesi (il mail
coach di John Palmer del 1784), francesi (la Malle Poste) e italiane, compreso il V
ELOCIFERO lombardo dell’Impresa Franchetti costituita nel 1813. Da esse hanno origine i DRAG o PARKDRAG per uso privato e sportivo e gli OMNIBUS, pubblici o privati. Seguono poi un capitolo SUI COLORI DELLE CARROZZE e delle filettature, un capitolo sui FANALI, che presentano tipologie di straordinario interesse: tondi, quadri, bisquadri, a colonna e per carro funebre, riassunti in due bellissimi manifesti pubblicitari di Samaritaine di Parigi e di Sansoni di Milano, un capitolo sulle FRUSTE
Non poteva mancare alla fine la descrizione della guida con due redini e quella a quattro, che si avvicina alla perfezione della guida. Questa è un’opera che rende un grande prestigio all’Italia, perchè nel settore delle carrozze al valore
dei patrimoni non corrisponde una adeguata produzione letteraria; opera quindi di altissimo livello, che sarebbe augurabile di avere in disponibilità al book shop del nostro Museo, come oggi è all’ingresso.
Grazie allora a Carlo Gnecchi Ruscone, che con questa sua elegante fatica ha rimesso al centro la carrozza come bene culturale e come strumento di continuazione della valorizzazione del cavallo.
E infine vogliamo fare un invito per oggi in senso logistico e per domani in senso figurato: Signori e Signore, in carrozza, si scopre il passato, che aiuta il presente.


LE CARROZZE CHE NE POMERIGGIO HANNO SVOLTO IL SERVIZIO NEL CENTRO DELLA CITTà DI PIACENZA HANNO AVUTO BEN SETTECENTO PERSONE COME PASSEGGERI

qui sotto alcuni momenti della giornata clicca sull'immagine per ingrandirla

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Domenica 4 ottobre 2009

Piacenza Musei partecipa alla
VI Giornata Nazionale degli Amici dei Musei, organizzata e promossa da FIDAM.
La manifestazione si svolge a livello nazionale sotto l'Alto Patronato del
Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.All'insegna del tema di riferimento Una donazione, un museo, l'iniziativa vede la partecipazione di oltre 50 città all'interno dell'intero territorio italiano.A Piacenza, la Giornata è a cura di Piacenza Musei, con il Patrocinio del Comune di Piacenza e della Provincia di Piacenza.


Domenica 4 ottobre 2009
PROGRAMMA PALAZZO FARNESE
Sala Pierluigi dalle 9:45 alle 12:40

Convegno Le Carrozze in Italia: una nuova risorsa culturale

TUTTI IN CARROZZA
Da Piazza Cavalli a Palazzo Farnese
dalle 14:30 alle 18:00

14:30 Percorso in Carrozza
14: Primo viaggio - 17:45 Ultimo viaggio
La corsa in carrozza è interamente gratuita. * I posti in carrozza sono disponibili fino ad esaurimento e il programma può essere soggetto a modifiche in base alle condizioni atmosferiche.

14:45 Visita guidata al Museo delle Carrozze di Palazzo Farnese
La visita al museo è interamente gratuita.



PROGRAMMA PALAZZO FARNESE
Sala Pierluigi dalle 9:45 alle 12:40

Convegno Le Carrozze in Italia: una nuova risorsa culturale

09:45 Registrazione partecipanti

10:00 Saluti e apertura lavori
Rizzi / Presidente Associazione Piacenza Musei
Paolo Dosi / Assessore alla Cultura del Comune di Piacenza
Gigli / Direttrice dei Musei Civici di Palazzo Farnese
Stefano Pronti / Storico dell’arte e Vicepresidente Ass. Piacenza Musei Storia e prospettive della donazione Barattieri
Ettore Aspetti / Restauratore Restauro e filosofia della conservazione
Ivo Baldisseri / Collezionista Il collezionismo e il mercato delle carrozze
Donatella Guarneri / Curatrice del Museo Civico delle carrozze di Codroipo Una nuova grande collezione pubblica di carrozze a Codroipo

Coffee Break

Lorenzo Gatti / giudice attacchi tradizione Dal mail coach alla e-mail
Carlo Gnecchi Ruscone / Storico e Giudice concorsi internazionaliLa tradizione delle redini lunghe

12:40 Chiusura lavori ::,

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